Anche i disegnatori Disney usano template per i loro cartoni
Dopo mesi di silenzio, quasi fosse un velo pietoso da posare su una tela fatta male, www.italia.it risulta inaccessibie, offline, chiuso.
Dopo le minacce di Rutelli, pronto da un pò di tempo a chiudere il portale, il sito è stato effettivamente chiuso.
Il punto più alto di questo epilogo è lo scaricabarile, tipico metodo italiano di risolvere i problemi.
Queste la parole di Rutelli, poco prima di chiudere. FacciaNo? chi? di chi è la colpa?
Si sta parlando di un sito internet, non di un palazzo, di una scultura; sarebbe bastato buon senso, o un buon studio di webdesigning per rendere migliore il portale, che invece chiude al 2.539° posto tra i siti italiani, pressoché invisibile e mai visitato.
Basta, non dico più altro, si è trattato di un fallimento fin dall'inizio, e questa è la sua giusta fine, non voglio nemmeno sapere i soldi investiti.
Nel senso che hanno effettuato un restyling del sito internet.
Hanno optato per il blu scuro ed inserito qualche flash in più. Il sistema di gestione dei contenuti è ovviamente rimasto il medesimo.
Quello di prima lo trovavo semplice intuitivo lineare, o meglio, più scientifico.
Dovrò farci l'abitudine.
Per chi come me è allergico ai manuali un pò perché leggere non gli è mai piaciuto, un pò perché leggere e agire sul computer gli è sempre risultato ostico segnalo un sito che a prima vista mi sembra ben fatto e con contenuti interessanti.
Si chiama Photoshoplab e contiene anche numerosi tutorials per indottrinare all'uso di Photoshop, oltre naturalmente a diversi link che sono sicuro esser altrettanto interessanti.
Buon divertimento
[tags]photoshop[/tags]
L'origine di tutto sta nell'apertura del portale italia.it in data 22 febbraio, con annessa presentazione del logo che ne caratterizzerà la grafica.
Apertura con toni trionfalistici e immediata reazione degli addetti ai lavori (e non) sul lavoro svolto, con toni molto meno trionfalistici rispetto a quelli della presentazione.
I filoni critici si dividono in due:
- c'è chi ne critica l'aspetto grafico, in particolare l'aspetto del logo creato attraverso un concorso e pagato 100.000 euro, ma io personalmente non entro nel merito dei giudizi estetici, ed inoltre non sono un grafico.
- c'è che ne critica l'aspetto puramente tecnico (e qui mi ci metto pure io), partendo dall'uso sconsiderato di flash, passando per l'accessibilità arrivando fino alla pulizia del codice.
Di fronte allo scempio presentato, e passato pressoché di nascosto ai più, essendo stato il tutto ignorato dai media il mondo informatico si divide, il meccanismo è quello del "chi-più-ne-ha-più-ne-metta".
Come punto di riferimento di tutti i contestatori nasce scandalo italiano, un blog gestito da conoscitori del meccanismo della rete, e di tutto quello che ne consegue. Sul sito vengono snocciolati uno ad uno difetti ed imperfezioni del portale: informazioni sbagliate, contenuti vecchi ed inadeguati, traduzioni per le lingua straniere mal fatte, accessibilità per disabili pressoché inesistente.
In pratica appare chiaro e lampante che quello che è stato messo on line non sia altro che un webmostro, una congregazione animalesca di bit, in pratica un lavoro eseguito in perfetto italian style, pressapochista e "tirato via".
A decorazione di tale scempio i milioni di euro stanziati che hanno dato vita al portale: 45.
Il popolo del web proprio non ci sta. Nasce un progetto che aggrega diverse figure in grado di dare vita ad un portale per il turismo italiano, nasce ritalia.
Lo scopo dell'aggregazione è ambizioso, rifare un portale, ma a mio modo ha un significato più simbolico che di utilità pratica, ossia dimostrare che non servono, o bastano, un mucchio di soldi perché un lavoro venga fatto bene, servono competenze, intesa e spirito di collaborazione.
La ricostruzione è in atto, nel frattempo i gestori di scandalo italiano hanno scritto, firmato, ed inviato una bella petizione indirizzata all'attenzione di Prodi.
Precisato che non sto seguendo lo svolgersi della vicenda tanto quanto ho fatto all'inizio, tengo comunque a scrivere che la situazione è quella che ho descritto fino ad ora.
Da adesso in poi, finito il tempo delle proteste, non rimane che aspettare e vedere che cosa succederà.
[tags]italia.it, ritalia, scandalo italiano, webdesign[/tags]
Cromaticamente mi piaceva di più prima; adesso il rosa, caratteristico della testata, e da sempre segno di distinzione, è decisamente sbiadito.
Non posso non notare che una larga percentuale visibile della home page è ricoperta da pubblicità, praticamente tutta la colonna a destra, gran parte di quella centrale (centrale, anche se è di dimensione inferiore).
Le notizie sono tutte incolonnate a sinistra, che risulta comunque di minime dimensioni, col risultato che le notizie date in prima pagina si incolonnano tutte e a causa del lungo estratto finiscono per rendere la pagina interminabile.
Spulciando la pagina di letture del singolo articolo l'impianto rimande lo stesso: pubblicità selvaggia nella colonna centrale e destra, articolo ridotto alla colona sinistra.
A livello di usabilità lo standard adottato (come aveva già fatto repubblica.it) è per i 1024 pixel come risoluzione minima del desktop.
Nono riesco a capire se sono io che sono un perenne criticone, e posso risultare, comprensibilmente insopportabile, o se non capisco una mazza. Mah.
Io comunque preferivo il vecchio layout.
[tags]gazzetta.it, webdesign, internet[/tags]
Ogni tanto mi vengono degli strippi, l'ultimo in ordine di tempo è stato quello di randomizzare l'immagine che vedete in alto e fa da sfondo ai menù di navigazione.
Per farlo ho voluto affidarmi solo ad i css; questo non è stato possibile, almeno nel poco tempo che ho dedicato all'operazione non ho trovato il modo di farlo solo ed esclusivamente con i fogli di stile, quindi ho dovuto chiedere aiuto al php.
L'immagine che vedete cambiare in alto è un'immagine di sfondo di un div il cui nome identificativo è logo
Fase 1
Tramite un opportuno include o scrivendolo a manina fate in modo che in ciascuna pagina compaia questo semplice comando in codice php, che serve per creare un numero random.
$random = rand (minimo,massimo);
e che il codice per richiamare il div (stacco le parentesi puntate perchè se no il comando viene interpretato) sia:
< div id="logo< ? echo $random ? >" >< / div >
dove minimo e massimo stanno ad indicare ovviamente il valore minimo e massimo che volete ottenere.
Fase 2
nel mio caso il div nel css ha queste caratteristiche:
#logo1 {
height: 160px;
background: #000000 url(/img/head/immagine.jpg) no-repeat top center;
}
#logo2 {
height: 160px;
background: #000000 url(/img/head/altraimmagine.jpg) no-repeat top center;
}
...
Nel foglio di stile basta creare tante istanze di logo quante immagini di sfondo volete, ed ovviamente impostare il numero massimo casuale che può venire generato.
E' una cazzata, ma metti caso che a qualcuno sia utile..
[tags]php, css, immagini, random[/tags]

Per inevitabile intendo quel beffardo meccanismo che aveva coinvolto anche l'ex premier (ricordate "miserabile fallimento") e che, come un rutto dopo una birra, si è abbattuto anche sul tanto criticato portale del turismo.
Tanto per non rimanere a secco di notizie interessanti circa lo splendido sito segnalo il fatto che dal suddetto portale adesso ci si debba pure difendere.
PORTALE WWW.ITALIA.IT – ZAIA CHIEDE A RUTELLI OSCURAMENTO PAGINE VENETO
Titolo dell'articolo dedicato ovviamente alla Regione Veneto che tramite un apposito comunicato stampa (di qualche giorno fa, arrivo tardi purtroppo) chiede la rimozione delle pagine della Regione dal portale.
Assurdo, non trovo altre parole, assurdo come il fatto che non sia ancora stata eliminata la lingua ???? dal portale

Supponiamo che i caratteri vogliano essere degli ideogrammi di una qualche lingua straniera, almeno per far capire di cosa si sta parlando non si può sostituire tutto con una bella immaginetta? Facciamo finta di non sapere cos'è l'accessibilità, ma almeno i punti interrogativi dalla home togliamoli.
[tags]italia.it[/tags]
Nello scrivere il post riguardante italia.it mi sono reso conto essere stato vittima di un attacco di foga.
La prima conseguenza logica di questa mia affermazione sarebbe un post di ridimensionamento delle critiche che ho rivolto al portale.
Credete che il sentimento che pervade la mia anima in questo momento sia di pentimento e comprensione?
No, anzi, i commenti comparsi sotto al post mi hanno dato nuova ispirazione.
Prima però le cose lodevoli: al momento è stata tolta una delle due pesantissime intro in flash, permane comunque l'abuso dello stesso in tutte le altre parti del sito.
Ma passiamo alle cose interessanti: spulcio l'html, così per curiosità, e scopro che l'indentazione è quantomeno fantasiosa, mi dico subito che ciò nella realtà delle cose non costituisce reato, per cui cerco di passare oltre e scopro che c'è un interessante tentativo di validazione in HTML 4.01 (interessante ma nulla di più, perchè il 4.01 non è proprio all'avanguardia).
Provo quindi a validare la pagina online, il risultato è questo (validazione del 25 febbraio 2007):

Il sito pare essere un pò più veloce (ma avevo già detto che la lentezza poteva essere un evento normale), ma pare che i problemi con i caratteri non siano stati risolti. Ho provato anche a disattivare la smussatura, ma i problemi si ripresentano tali e quali, sia con Firefox

che con Internet Explorer

Detto questo mi addentrerei nella questione logo; non mi piace, sia ben chiaro, ma non discuto sulla scelta estetica, che può essere soggettiva (anche se ci vuole del coraggio). La cosa che mi dà più fastidio di tutte è che il logo è stato realizzato da una filiale italiana di una azienda americana; io avrei preferito di gran lunga una produzione 100% italiana anche per una eventuale conoscenza più approfondita della tradizione nazionale.
Il logo sembra:
- un insieme di lettere accostate in maniera random (caratteri e pesi diversi),

- un lavoro fatto in fretta e male (il tricolore, come avrete sicuramente notato è al contrario)
Già faccio fatica a capire il punto rosso (che starebbe a significare..?), poi mi risulta ancora meno comprensibile quella mandria di maiuscole e minuscole dopo quella sorta di schizzo verde (che starebbe a rappresentare cosa? L'Italia? ma nemmeno se lo giro sembra il nostro Paese)-
Il tutto è costato la bellezza di 100.000 euro.
Siamo proprio sicuro che un bel grafico non avrebbe saputo fare di meglio? O forse le cose sono state fatte un pò con pressapochismo, e sprecando soldi (tanti, e nostri)?
[tags]italia.it, regione umbria, webdesign, accessibilita, grafica, design[/tags]