L’origine di tutto sta nell’apertura del portale italia.it in data 22 febbraio, con annessa presentazione del logo che ne caratterizzerà la grafica.
Apertura con toni trionfalistici e immediata reazione degli addetti ai lavori (e non) sul lavoro svolto, con toni molto meno trionfalistici rispetto a quelli della presentazione.
I filoni critici si dividono in due:
- c’è chi ne critica l’aspetto grafico, in particolare l’aspetto del logo creato attraverso un concorso e pagato 100.000 euro, ma io personalmente non entro nel merito dei giudizi estetici, ed inoltre non sono un grafico.
- c’è che ne critica l’aspetto puramente tecnico (e qui mi ci metto pure io), partendo dall’uso sconsiderato di flash, passando per l’accessibilità arrivando fino alla pulizia del codice.
Di fronte allo scempio presentato, e passato pressoché di nascosto ai più, essendo stato il tutto ignorato dai media il mondo informatico si divide, il meccanismo è quello del “chi-più-ne-ha-più-ne-metta”.
Come punto di riferimento di tutti i contestatori nasce scandalo italiano, un blog gestito da conoscitori del meccanismo della rete, e di tutto quello che ne consegue. Sul sito vengono snocciolati uno ad uno difetti ed imperfezioni del portale: informazioni sbagliate, contenuti vecchi ed inadeguati, traduzioni per le lingua straniere mal fatte, accessibilità per disabili pressoché inesistente.
In pratica appare chiaro e lampante che quello che è stato messo on line non sia altro che un webmostro, una congregazione animalesca di bit, in pratica un lavoro eseguito in perfetto italian style, pressapochista e “tirato via”.
A decorazione di tale scempio i milioni di euro stanziati che hanno dato vita al portale: 45.
Il popolo del web proprio non ci sta. Nasce un progetto che aggrega diverse figure in grado di dare vita ad un portale per il turismo italiano, nasce ritalia.
Lo scopo dell’aggregazione è ambizioso, rifare un portale, ma a mio modo ha un significato più simbolico che di utilità pratica, ossia dimostrare che non servono, o bastano, un mucchio di soldi perché un lavoro venga fatto bene, servono competenze, intesa e spirito di collaborazione.
La ricostruzione è in atto, nel frattempo i gestori di scandalo italiano hanno scritto, firmato, ed inviato una bella petizione indirizzata all’attenzione di Prodi.
Precisato che non sto seguendo lo svolgersi della vicenda tanto quanto ho fatto all’inizio, tengo comunque a scrivere che la situazione è quella che ho descritto fino ad ora.
Da adesso in poi, finito il tempo delle proteste, non rimane che aspettare e vedere che cosa succederà.
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